Giulia Baccarin

MIPU

"Credo fortemente nell’apprendimento continuo"

Giulia, perché nasce MIPU e in che cosa consiste? 
MIPU è un gruppo di imprese che offrono soluzioni B2B innovative con l'obiettivo preciso di supportare la realizzazione dell’azienda Connessa e Predittiva. Le imprese di MIPU si avvalgono di analitiche predittive, tecnologie, servizi e competenze per raccogliere i dati presenti nelle aziende e usarli per prevedere fenomeni nel prossimo futuro.

MIPU unisce due ideogrammi giapponesi che significano insieme 'vedere oltre l'orizzonte’. Quali sono le caratteristiche che un’azienda deve avere per guardare al futuro con una visione positiva e sociale? 
MIPU è nata nel 2012 con il desiderio di creare nuovo lavoro tecnologico nel nostro Paese. L’intento dei soci era quello di attirare talenti da tutto il mondo in Italia ed invertire così la tendenza per cui se sei bravo devi fuggire all’estero. Abbiamo deciso di stabilirci a Salò perché volevamo che MIPU si trovasse in un centro urbano rappresentativo del tessuto italiano, fatto di borghi medio piccoli, ma con un’alta qualità di vita. La nostra idea è che grazie alla tecnologia si possa fare impresa anche nelle comunità più piccole, generando un impatto reale sulla vita delle persone, ed è a questo che bisogna tendere. Inoltre garantiamo da sempre la parità di opportunità favorendo la presenza di almeno il 30% di donne nei ruoli chiave e reinvestiamo il 100% degli utili per la creazione di nuovo lavoro in Italia. È così che guardiamo “oltre l’orizzonte”.

Quali sono i punti di forza di MIPU e il profilo ideale dell’azienda sulla quale investite? 
Abbiamo dato vita ad un gruppo di imprese che lavorano con focus verticale e specifico sul tema dell’intelligenza artificiale e dell’internet delle cose. Al nostro interno esistono persone e tecnologie con fortissime competenze negli algoritmi predittivi: grazie a questo know-how unico riusciamo oggi ad imporci in mercati estremamente competitivi come il Giappone e la Corea del Sud. Abbiamo un piano di investimenti aggressivo sia per sviluppare l’intrapreneurship - ovvero la creazione di nuove aziende a partire dalle idee e dalle persone che già lavorano nel nostro hub – sia per gli investimenti esterni. Relativamente a questi ultimi guardiamo soprattutto alla composizione del team: persone dedicate, resilienti e appassionate che condividono con noi l’obiettivo di realizzare la fabbrica predittiva per benefici sociali, economici e ambientali.

Dal 2012 MIPU è cresciuta velocemente. Dall’investimento su nuove startup, alla ricerca di candidati con profili professionali altamente specifici, alla formazione di professionisti che le università non formano. Verrebbe da dire che dando risposta alle esigenze che emergono quotidianamente, le competenze e servizi di MIPU si arricchiscono di conseguenza? 
Sicuramente. Credo fortemente nell’apprendimento continuo, è la chiave per sopravvivere in un mercato che cambia e si evolve sempre più velocemente. Recentemente ho parlato al Wired Next Fest 2017 sul tema dell’intelligenza artificiale e del futuro senza lavoro:

resilienza, creatività e intelligenza emozionale sono le doti da coltivare continuativamente per differenziarci dalle macchine e godere dei benefici che l’automazione ci offre.

Nel tuo discorso al Tedx Roma 2017, parli di responsabilità nella costruzione di una intelligenza artificiale collettiva, planetaria, inclusiva e partecipata. Cosa possiamo fare come aziende per garantire un futuro di diritti di genere, etnia e minoranze? 
Per me possiamo cominciare già oggi lavorando su due aspetti: Prendere coscienza dei nostri unconscious bias, i pregiudizi inconsci. Le ricerche ci dicono che se con curricula senza nome le percentuali di assunzione di donne e uomini nei ruoli tecnici si equivalgono, quando rendiamo evidente il genere gli uomini prevalgono pesantemente. Rendersi conto dei propri atteggiamenti sbagliati è il primo passo per correggerli. Creare in azienda ambienti partecipati da tutti i generi e minoranze: favorire la diversità di visione è il solo modo per costruire un futuro inclusivo, per le comunità ma anche per le nostre imprese.

Giulia, tu sei considerata un cervello di ritorno, mentre tanti se ne vanno dall’italia. Perchè la decisione di tornare?
Perché amo le sfide e amo l’Italia! Dopo anni passati all’estero ho sentito il forte bisogno di tornare e di provare a creare opportunità lavorative nel mio Paese. Così ho sposato l’idea imprenditoriale di due ragazzi belgi, ma mentre loro aprivano l’azienda a Mons (Belgio), io ho aperto la mia a Vicenza.

Quali sono gli ingredienti necessari per realizzare una propria idea lavorativa e quale l’atteggiamento nell’affrontarla?
Penso che la dote più importante per un giovane imprenditore in Italia sia la resilienza: la capacità di resistere nel tempo reagendo in modo positivo alle difficoltà fino a trovarne occasione di crescita personale. Ho visto idee bellissime fallire per aver rinunciato troppo presto. Credo che in questo senso una certa cultura delle startup abbia purtroppo fatto passare l’idea che si possa creare qualcosa di grande con qualche anno di lavoro e poco sforzo. La mia esperienza è che non basta il networking o vincere i concorsi per costruire una realtà solida e di successo.

Sei la vincitrice del Premio Gamma Donna 2016, un esempio virtuoso di impresa condotta da una giovane donna. Che significato ha questo premio per te? 
Il premio Gamma Donna è stato un grande riconoscimento non solo per me, ma per tutta MIPU, per le mie collaboratrici e per quelle imprenditrici che ogni giorno si trovano a dover fare i conti con discriminazione di genere più o meno velate. Credo sia un’iniziativa molto importante che merita sempre maggiore visibilità.

Un tuo sogno nel cassetto? 
Sogno di vedere finalmente realizzata la fabbrica predittiva, così che il lavoro retribuito diventi una scelta e le persone possano dedicarsi ad innovare, confrontarsi, creare. Penso che con la giusta politica sociale l’intelligenza artificiale possa davvero liberarci dalla diversità di opportunità dovuta a ricchezza, etnia o genere. Ogni giorno in MIPU lavoriamo per questo.

In pillole

Nome: Giulia Baccarin

Attività: Founder e CEO MIPU

 

 

Dopo tanti anni vissuti all'estero Giulia torna in Italia per investire nel proprio paese. Nel 2012 fonda MIPU, un gruppo di imprese che offrono soluzioni B2B innovative con l'obiettivo preciso di supportare la realizzazione dell’azienda Connessa e Predittiva.

 

 

www.mipu.it

 

 

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