Anna Bussolotto

Fotografa

"Cerca la bellezza in ognuno e in ogni cosa"

Anna, come nasce la tua passione per la fotografia?
Sono figlia e nipote di fotografi, la fotografia è sempre stata presente in casa e come spesso accade quando una cosa è troppo a portata di mano l’ho ignorata per tutta l’infanzia e l’adolescenza. Ho iniziato ad interessarmene e a studiare verso i 25 anni, spinta e sostenuta da quello che poi sarebbe diventato mio marito.

Quando hai iniziato a capire che la tua passione poteva diventare il tuo lavoro?
Il mio è stato un processo inverso, ho iniziato il percorso di formazione considerando dal primo momento che sarebbe diventato il mio lavoro e dopo è diventato anche una passione.


Come il tuo essere donna, la tua sensibilità, il tuo personale punto di vista, ti hanno aiutato nella realizzazione di questa professione?
Credo di avere la capacità di entrare in relazione con i miei soggetti e questo, occupandomi molto di ritratto, credo sia la cosa più importante. L’essere donna, ma forse ancor di più l’essere madre, mi aiuta con i soggetti più giovani, con i bambini ho molto feeling.

Quali sono secondo te le caratteristiche che servono per essere una “brava” fotografa?
Saper vedere, sapere prevedere, essere veloce.

Un tuo scatto iconico è stato battuto all’asta da Sotheby’s alla triennale di Milano nell’abito di una raccolta fondi per l’associazione Caf Onlus. Questa opera, inoltre, è stata selezionata insieme a quelle di fotografi del calibro di Oliviero Toscani, Gabriele Basilico, Luca Campigotto, Francesco Jodice, Marco Glaviano, Otto Betmann, Carlo Borlenghi, Gian Paolo Barbieri, Maurizio Galimberti, tutti grandi fotografi uomini. Che emozioni hai provato inserita in quel contesto?
Mi sono sentita le farfalle nello stomaco finché non ho saputo che l’opera era stata aggiudicata ad un buon prezzo… tendo sempre a figurarmi esiti ‘catastrofici’ temevo che nessuno avrebbe alzato la mano per comprarla. Una volta aggiudicata mi sono sentita leggera e di buon umore.

Qual è il segreto del successo delle tue fotografie?

Posso supporre che intensità e semplicità la facciano da padrone. Poi cerco si tenermi il più possibile lontano dalle tendenze del momento. Io ho il mio stile, mi piace che venga riconosciuto e cercato.

Mi auspico che i miei scatti possano essere ammirati ora come tra 40 anni e lavoro perché questo possa accadere.


Nei tuoi scatti, hai dei soggetti / modelli preferiti? Se si, quali sono e perché li preferisci?
Non per definizione, mi capita di esaltarmi per un bimbo di 7 mesi come per una donna di 40 anni. È quando tutto ciò che vedo e sento mi piace che nascono le foto migliori.


Qual è la cosa che ami di più del tuo lavoro?
La varietà. Oggi un neonato, domani un prodotto nuovo di un’azienda, dopodomani un interno di charme. Non mi annoio mai!

Che consiglio daresti ad una donna che vuole seguire le tue orme nella fotografia?
Studiare in una scuola seria e fare l’assistente a più fotografi possibile negli ambiti più diversi, anche se vuoi diventare fotografo di moda lavora per un po’ con qualcuno che faccia still life, ritratto, passaggi…tutto serve prima o poi.


Quali sono le difficoltà che secondo te una donna trova, se vuole iniziare la libera professione?
Essere fotografo da anni non è più appannaggio solo maschile. L’opinione pubblica è cambiata, donna o uomo non fa differenza.

In pillole

Nome: Anna Bussolotto

Attività: Fotografa

 

 

 

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